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Giuliana Barretta & Boutique Art Gallery.

Rimini come realtà di un nuovo dialogo tra arte e città.

Testo critico di Azzurra Immediato

Giuliana Barretta

‘Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti. […]

C’è però, necessariamente, un’altra somiglianza tra le forme artistiche. 

La somiglianza delle aspirazioni interiori e degli ideali. […] 

Questi artisti puri miravano all’essenziale e rinunciavano ai particolari esteriori.’

Vasilij Vasil’evič Kandinskij

Nel 1910 Kandinskij terminò uno degli scritti considerato caposaldo della teoria artistica, uno dei più originali dell’intero Novecento, Lo spirituale nell’arte. Uno saggio difficile da definire, non un manuale di tecnica, neppure un manifesto poetico od un trattato d’estetica, quanto, piuttosto, un volume che accoglieva e raccoglieva in sé una serie di riflessioni filosofiche e mistiche, ove segreti artigianali, teorizzazioni metafisiche e speculazione di una laica sacralità artistica si missavano, quasi confondendosi, gemmando, in un certo qual modo, una sorta di tensione verso una nuova arte. Le parole di Kandinskij, invero, parevano aver generato una sorta di eco ex ante. Ciò che il secolo breve ha portato nella dimensione dell’Arte è ben noto, la sua repentina e serrata volontà di narrare il tempo, le rivoluzioni ed i mutamenti della società e della cultura attraverso l’espressione artistica ancora oggi restano forse ineguagliati, se non fosse che, in molti casi, l’appiglio ispiratore ancora agguanta elementi di ciò che le avanguardie, le scoperte e le sperimentazioni linguistiche novecentesche hanno tuttora da insegnare. 

Esiste un modo di guardare e comprendere l’arte ultracontemporanea dettata dalla lettura che la semiotica del Novecento ci ha insegnato e dalla quale, talvolta, appare complesso divincolarsi, perché sentiamo in noi la forza ontologica generatrice di tale osservazione, le cui linee guida aiutano, ora, a sperimentare nuove prospettive, nuove tensioni. Nella sua natura predittiva, l’Arte accompagna il nostro sguardo verso l’ignoto, mostrandoci la strada della sapienza, ancorché essa possa apparire non battuta. 

È un po’ come quando si cambia vita, lasciando alle spalle le certezze che hanno caratterizzato il quotidiano per aprirsi ad inesplorate direttrici, per scoprire la destinazione tracciata dai ‘punti di fuga’ della prospettiva. È così che Arte e Vita si intrecciano, dando origine a nuove perimetrazioni, come accaduto a Giuliana Barretta, manager dell’universo turistico e ricettivo che ha scelto di lasciare la montagna per il mare, la carriera direzionale per dar ascolto ad un differente flusso inconscio di pensieri e suggestioni, tali da averle permesso di sfidare il presente aprendosi all’arte non già e non solo dipingendo, bensì incontrando la sua nuova città d’elezione, Rimini, in uno spazio destinato al dialogo intellettuale e culturale, la Boutique Art Gallery, sita nell’affascinante centro storico riminese. Un atelier personale che si apre al colloquio con la città, ad altri artisti ed altri linguaggi, in una fusione di percezioni e trasfigurazioni poetiche del reale. 

Cosa significhi, oggi, investire energie e speranze in una galleria d’arte è difficile da spiegare, in un momento storico così complesso nel quale la cultura è stata relegata in una nicchia e, troppo spesso, definita d’élite per una sorta di volontaria scelta di matrice politica. La conoscenza abilita la coscienza e solo una politica illuminata è in grado di comprendere la portata di tale dialogo, necessario come approccio all’analisi di esigenze e problemi di una collettività e viatico per una giusta e democratica ricerca di soluzioni – come insegna la filosofia classica e molte esperienze di rigenerazione umana oltre confine – . 

Ragion per cui Giuliana Barretta e la sua Boutique Art Gallery, salotto aperto alla comunità riminese e non solo, si animano di una importante volontà: generare nuova ed imprescindibile linfa culturale in un periodo abbrutito, eticamente, socialmente e culturalmente. Ed è possibile una ritualità che non tenda alla Bellezza – ideale – ? Se è vero che la Bellezza deriva dal mistero d’esser vivi – come suggerisce Giovanni Lindo Ferretti – per Bellezza non è intesa la leziosità od una idea imposta; la Bellezza è costruire una situazione da cui si origina un nuovo sguardo. E non è questo volgere lo sguardo ad un luogo di cui ci si appropria piano, un vero e lirico rituale che tende alla bellezza dell’arte? La Boutique Art Gallery di Giuliana Barretta è luogo principe di una ricerca sperimentale di ideale e filosofica bellezza, punto nodale di un filo capace di dipanarsi tra le strade della città, teso verso la costruzione di una trama in grado di dar vita a nuove sinergie, innervate in un tessuto corale pronto a lasciarsi coinvolgere, al fine di attivare una complessa quanto affascinante e necessaria nuova discussione attorno ai temi dell’arte, quale elemento del reale quotidiano. La Boutique Art Gallery è come un salotto, spazio di contatto amicale verso Rimini e verso il suo territorio, dove la parola si trasforma in ricco dibattito, l’immagine in nuova visione e la pittura in evocazione di sorprendenti suggestioni. 

Prima dell’incontro con la città, invero, v’è stato l’incontro tra Giuliana Barretta con la pittura. Ella, infatti, ha sempre tenuto un piccolo spazio dedicato alla creazione artistica, nei ritagli della sua professione e che, al contrario, oggi, può essere principale narrazione esistenziale, nel solco di una continua sperimentazione espressiva, idiomatica e stilistica. Le opere della Barretta sono filiazione di un continuum maieutico che non sa rinunciare all’urgenza creativa, animata da un desiderio che è non già e non solo soggettivo quanto plurimo e dettato anche da quella volontà di “provocare felicità nelle persone” come afferma Ella stessa. Una aspirazione che le permette di agire secondo un ritmo incalzante, quasi che ogni pensiero, ogni riflessione, abbissogni di tradursi in un dipinto. In realtà, accanto alla matrice materica, all’impasto cromatico, la Barretta affianca la parola, la scrittura, pagine sull’arte che accompagnano e si radicano nel percorso intrapreso, elemento di una nuova permanenza identitaria che genera lirico afflato nel sincopato ritmo determinato da scrittura e dipintura. 

Il gesto segnico, pertanto, è il vero quid ontologico che appartiene alla natura di Giuliana Barretta, gesto che traduce e trasla il pensiero in azione e forma – che si tratti di una scrittura, di un’opera o della Boutique Art Gallery – migrando verso un molteplice godimento contemplativo. In tal maniera l’usuale del quotidiano è trasfigurato e sublimato, pronto ad avviare una conversazione con l’altro da sé, quella alterità collettiva di cui ogni anima ed ogni intelligenza necessitano. 

La pittura, oggi, vive un momento molto delicato e peculiare, poiché anche le nuove intuizioni, in realtà, hanno qualcosa che è già stato formalizzato in passato, a differenza dei new media che, al contrario, hanno risposto al mutamento generazionale in maniera più profonda. Tuttavia, la pittura reca con sé ancora una sorta di passione emotiva travolgente all’occhio dello spettatore e del collezionista, impossibilitati a far a meno di circondarsi di opere che riempiano, di senso, il proprio spazio vitale con superfici che aggettino nel loro tempo come specchio di verità condivise, emozioni latenti e portate ad emersione dall’artista. Charles Baudelaire asseriva che “quello che c’è di più forte nelle battaglie coll’ideale è una bella immaginazione che dispone di un immenso magazzino d’osservazioni.” 

Se la nostra attenzione si focalizza sull’operato artistico di Giuliana Barretta si scoprirà una complessa e vasta tessitura di dipinti e non solo, con inclusioni di materia extrapittorica e per lo più accompagnata da una teorizzazione non didascalica ma complementare all’intera ricerca. La pittura della Barretta, tuttavia, volendo racchiuderla in una sfera d’azione e riconoscibilità stilistica, andrebbe certamente intesa come afferente ad una ricerca dalla matrice informale ed espressionista, indubbiamente latrice di una forte carica emotiva, in grado di affiorare in superficie attraverso il rito della gestualità, per originare un intenso ed avviluppante dialogo con l’astante. Pur inserendosi, tale grammatica pittorica, in un linguaggio che ha quasi un secolo e che porta, nel caso della Barretta, una primigenia naive, ciò che nasce da tale odierna commistione è una traduzione precipua di quei moti dell’animo che, giungendo dagli abissi del suo sentire, hanno la capacità di determinare un intrinseco ed inconscio legame con ancestrali – quanto inspiegabili – energie. 

Tuttavia, la traduzione del reale, nel caso della pittura di Giuliana Barretta, avviene anche portando nello spazio del dipinto elementi riconoscibili, seppur modulati tramite una atmosfericità soggettiva, che è suggestione più che realismo tout court. Ciò è particolarmente ravvisabile nelle opere raffiguranti soggetti realistici, seppur assolutizzati in una sintesi materica e compositiva che va alla ricerca dell’essenza più profonda e pura del racconto sotteso all’immagine. Il potere astraente della ricerca di Giuliana Barretta, infatti, è un carattere predominante del suo stile, affinché la scena dipinta attivi una proiezione capace conversare con altrui sensibilità. Nel luogo e nello spazio dipinto, l’artista sa far entrare l’astante, rompendo la barriera tra spazio di fruizione e dimensione pittorica, ed il processo maieutico alla base della creazione è definito dalla pittrice come un percorso catartico, positivo, di crescita ma anche di meditazione sul proprio vivere. Ogni dipinto somiglia alla pagina di una propria cartografia epistolare, su cui tornare a ‘rileggere’ quanto già ‘scritto’. 

“L’artista deve avere qualcosa da dire, perché il suo compito non è quello di dominare la forma, ma di adattare la forma al contenuto.” Asserisce ancora Kandinskij e la Barretta, nel suo incedere epifanico, gemma una pittura che è quasi istintiva, sincera, ove la cromia, la tangibilità della materia rispondono ad una esigenza ascendente ed emergente, che non ha bisogno di seguire pedissequamente la riproducibilità dello spazio oggettivo, avendo in sé una forza tale da poter trasformare il dato reale in dimensione soggettiva. Una soggettività che, però, è un valore aggiunto al linguaggio informale, poiché accompagnandosi anche alla parola, scritta e narrata, funge da varco dialogico, in primis tra sé e sé e, in secundis, verso terzi, i soggetti che, nell’osservazione delle opere e dei loro soggetti, sapranno riconoscere una propria energia evocatrice, anche grazie a quegli elementi simbolici, inconsciamente, entranti a far parte della composizione pittorica.

Giuliana Barretta, in quello che è il proprio diario online, ‘La Matita Meditabonda’, ove condivide con i lettori spunti di riflessione e flusso narrativo, racconta il modo in cui la sfida della Boutique Art Gallery è nata e che, in verità, si ritrova nella traduzione materica e pittorica dei suoi dipinti. 

“Una sfida che vorrei affrontare insieme a voi, sul senso della speranza e sul valore della consapevolezza del voler andare avanti, nonostante le difficoltà, senza fermarci. Dopo tanti bellissimi e proficui anni di esperienza nel mondo alberghiero, che mi hanno fatto evolvere sia come professionista nel settore turistico che come persona, sono arrivata nel mio percorso di vita ad un momento in cui sentivo estremamente sterile la ricerca della sua essenza. Per approfondire ciò ho dovuto rimettermi in discussione, in un certo senso mettermi in difficoltà, uscendo dalla mia zona di confort. Ho lasciato il lavoro stabile da Direttrice d’albergo e con mia figlia mi sono trasferita qui a Rimini e questa “piccola galleria” ubicata nel cuore della città deriva da un percorso che vorrei condividere con voi.”

L’Arte, si sa, è composta da tasselli di cambiamenti epocali – personali o collettivi – capaci di intersecarsi con ciò che accade intorno. La Storia dell’Arte è sempre Storia dell’Uomo e la Barretta reagisce ed agisce al mutamento con nuova consapevolezza: “Ho fortemente voluto questo cambiamento perché ho realizzato dentro di me che tutto l’amore che sentivo e il benessere che vivevo, stavano invece implodendo dentro di me. Credo che quando noi tratteniamo un sentimento come l’amore o come il benessere finiamo per trasformarlo in avidità e in possesso e paradossalmente lo perdiamo. Un grande Maestro di vita dice che ‘attraverso la condivisione di quello che sentiamo essere la nostra vocazione, quello che crea felicità in noi, ecco che questa poi fiorisce, si moltiplica’. Scrivo e dipingo da sempre ma è stata proprio l’esigenza di condivisione che ha permesso di arricchirmi, di rimettermi in gioco e in un certo senso al servizio dell’altro. Ed è così, con questo spirito, che poi è nata la Matita Meditabonda. Ed è iniziata così un’esperienza personale molto profonda. In questo lasso di tempo ho scritto due libri: ‘D’amore non si muore’ e ‘Partirò per un viaggio’, recuperato dal mio passato molti dipinti e creatone tanti altri con dei contenuti di grande impatto attuale che ora voglio esporre a rotazione e metterli a disposizione di tutti voi nella nuova “Boutique Art Gallery”. 

Dunque, la poetica di Giuliana Barretta racchiude in essa una molteplice ed eclettica visione, originatasi dalla interpolazione tra idiomi diversi e per certi versi opposti – laddove immagine e parola solitamente si allontanano, la Barretta ha saputo creare unioni inattese – e, così, come accade nella sua pittura, portatrice di una riflessione sulla vita tendenzialmente carica di speranza e di positiva attrazione verso il futuro, ugualmente la Boutique Art Gallery si presenta alla città come spazio dedicato e deputato all’Arte ed alle relazioni culturali, nuovo polo attrattivo del contemporaneo, radicato nel tessuto urbano storico di Rimini, luogo e salotto sperimentale che abbraccia la sfida di una nuova alba culturale, non chiusa in un egocentrico universo antropologico quanto, piuttosto, in un immaginifico e futuribile centro di nuova storia e costruzione di memoria collettiva. 

Azzurra Immediato

Dott.ssa Azzurra Immediato 

Storica e critica d’arte, curatrice, art editor

Bologna

www.azzurraimmediato.it 

info@azzurraimmediato.it